Procedure concorsuali ed esecutive - Recupero IVA

In caso di mancato pagamento di una o più fatture, in tutto o in parte, a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive (es. pignoramento) rimaste infruttuose nei confronti del debitore, è prevista la possibilità per il creditore, di operare una variazione in diminuzione dell’IVA tramite l’emissione di una nota di credito (art. 26, comma 2, DPR 633/1972).

In tali casi è però necessario siano stati rispettati i seguenti requisiti:

• l’operazione che ha originato il credito sia stata documentata tramite fattura (è quindi esclusa la possibilità di emettere nota di variazione per operazioni documentate mediante ricevuta o scontrino);

• nel caso di procedure concorsuali, il creditore abbia partecipato alla procedura, quindi nel caso di fallimento è richiesta l’insinuazione nel passivo fallimentare;

• la procedura sia risultata infruttuosa.

L’Amministrazione finanziaria ha infatti precisato che l’emissione della nota di credito può essere esercitata solo se il creditore abbia la giuridica certezza dell’irrecuperabilità del suo credito.

In riferimento alla procedura esecutiva, la “giuridica certezza” si acquisisce tramite il verbale dell’ufficiale giudiziario che attesti l’insussistenza o l’insufficienza dei beni da assoggettare ad esecuzione forzata.

In riferimento alla procedura concorsuale, la “giuridica certezza” si acquisisce:

TIPO DI PROCEDURA MOMENTO DI ACCERTAMENTO DELL’INFRUTTUOSITÀ

fallimento

alla scadenza dei termini per proporre reclamo avverso il decreto di chiusura del fallimento ovvero per proporre osservazioni al decreto ove il giudice rende esecutivo il piano di riparto.

concordato fallimentare

passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato

concordato preventivo

 

sentenza di omologazione e successivo adempimento del debitore agli obblighi assunti in sede concordataria.

liquidazione coatta

amministrativa

definitività del piano di riparto predisposto dalle autorità competenti.

Al verificarsi di dette condizioni, il creditore può emettere la nota di credito per il recupero dell’imposta, avendo cura di indicare la seguente dicitura: “Documento di accredito emesso ai sensi dell’art. 26, comma 2, DPR 633/1972, come modificato dalla Legge 28.2.1997, n. 30, al solo fine di recuperare l’imposta. Non comporta rinuncia al credito rimasto insoddisfatto.”

La detrazione potrà essere effettuata fino al termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa al 2° anno successivo a quello in cui si verifica il presupposto per l’effettuazione della variazione in diminuzione.

E’ bene ricordare anche che tale nota ha validità ai soli fini IVA e non comporta la rinuncia al credito. Nel caso poi, in un secondo tempo, si incassi tutto o in parte tale credito sarà necessario emettere nota di variazione per restituire l’IVA recuperata.

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